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Il comune di Challand-Saint-Anselme appartiene a: Regione Autonoma Valle d’Aosta / Région Autonome Vallée d’Aoste

Storia

La presenza umana sul territorio risale all'epoca pre-romana e più precisamente al tempo dei Salassi, i quali crearono un centro agricolo e minerario, sfruttando i diversi filoni auriferi presenti nelle montagne circostanti. Ai Salassi subentrarono poi i Romani che lo tennero in considerazione proprio per le suddette ricchezze aurifere. L'attività mineraria si protrasse con alternate fortune fino al 1939, quando l'ultimo concessionario, Giuseppe Rivetti di Torino, ne decretò il definitivo abbandono.
Protagonista indiscussa di questa comunità è la famiglia Challant che costituì il principale casato valdostano durante il corso di tutto il Medioevo. Essa trasse il suo nome proprio dal territorio di Challant nell'aprile del 1200 con l'investitura di Bosone II a signore del castello di Villa. Challand Saint Anselme era un tempo unito sia civilmente sia religiosamente a Challand Saint Victor dipendenti entrambi dalla parrocchia di Ville-Challant. La difficoltà di servire un così vasto territorio, la distanza dalla chiesa di Saint Victor, indusse l'Autorità dopo un lungo processo, a decretare nel 1746 la separazione delle parrocchie. Verso il 1754 il Comune ottenne l'indipendenza; nel 1928 fu riunito a Challand Saint Victor con la denominazione di Villa Sant'Anselmo e, finalmente, nel 1946 gli fu restituita la giusta autonomia e denominazione.

Ruolo fondamentale nell'economia del comune fu svolto dall'acqua che venne intensamente utilizzata e sfruttata. Grande importanza per la vita dei villaggi e per lo sviluppo dell'agricoltura hanno rivestito e rivestono ancora oggi i Ru d'Arlaz e Ru Herbal. Oggi Challand Saint Anselme è un paese che divide la sua economia fra il settore agro-pastorale e quello terziario del turismo.